Elenco malattie rare

Ipofosfatasia

Che cos’è l’ipofosfatasia?

L’ipofosfatasia, o HPP, è una rara malattia ereditaria, nota per il suo impatto sulle ossa e sui denti. Con quasi tutte le forme di HPP, le ossa diventano molli poiché non riescono ad assorbire minerali importanti come calcio e fosforo. In alcune persone questo può portare a problemi di crescita e forza ossea, oltre a causare fratture e dolore osseo.

Alcuni studi hanno mostrato che col tempo per alcune persone l’HPP può peggiorare e interessare altre parti del corpo al di là delle ossa e dei denti. Queste includono il cervello, i reni e muscoli.

I segni e sintomi dell’HPP possono variare ampiamente da molto lievi a gravi. L’HPP può comparire in qualsiasi momento, da prima della nascita fino all’età adulta. Alcuni pazienti hanno riferito un miglioramento dei sintomi per periodi limitati della loro vita.

Attualmente non esiste nessuna cura per l’HPP, ma alcuni sintomi della malattia possono essere gestiti. Potete scoprire di più sui sintomi dell’HPP nella sezione dedicata e visitando i siti di associazioni di pazienti online.

 

Segni e sintomi

Ognuno vive l’HPP in modo diverso. I segni e sintomi dell’HPP variano da paziente a paziente. Non tutti coloro affetti da HPP hanno tutti i sintomi. La malattia colpisce ossa e denti più di frequente. Le ossa possono risultarne indebolite, il che a sua volta può provocare fratture. I denti nei bambini, così come negli adulti, possono cadere prima del normale. Una recente revisione di due studi combinati di persone affette da HPP ha mostrato che una persona su otto presentava forti dolori ossei, una persona su otto soffriva di dolori articolari e più di una persona su cinque aveva dolori muscolari.

 

Età dell’insorgenza e gravità dell’HPP

In generale, quanto più giovane è una persona quando riceve la diagnosi di HPP tanto più gravi sono i segni e sintomi della malattia, fatta eccezione per l’odonto-ipofosfatasia (HPP che colpisce soltanto i denti). I medici di solito definiscono il tipo di malattia in base all’età della persona al momento della diagnosi.

Come avviene per altre condizioni rare, molti medici confondono i sintomi dell’HPP con sintomi di altre malattie. Ciò può rendere difficile ottenere una diagnosi, ma monitorare i vostri sintomi e avere un buon rapporto con il medico può essere certamente d’aiuto.

 

 

Segni e sintomi dell’HPP

Esordio perinatale (prima, durante e dopo la nascita)

  • Nell’HPP perinatale la malattia è evidente fin dalla nascita
  • I neonati con HPP nascono con arti corti, forma del torace anomala e ossa del cranio molli
  • Questa è la forma di HPP più grave con gravissime complicazioni. I genitori che prevedono che i figli avranno l’HPP perinatale dovrebbero consultare uno specialista per una valutazione esperta e dettagliata

Esordio neonatale

  • L’HPP neonatale compare da subito dopo la nascita fino a 6 mesi di età
  • L’HPP nei neonati è spesso più grave di quanto non sia nei bambini più grandi. Si stima che un neonato su due con esordio neonatale della malattia non sopravvive
  • Le ossa in tutte le parti del corpo possono diventare deboli e molli, causando cambiamenti scheletrici. Ciò può portare a rachitismo, in cui le gambe sono arcuate poiché le ossa non si sono formate correttamente
  • I neonati con HPP possono anche avere difficoltà a prendere peso e problemi a mangiare e respirare. Inoltre, la presenza eccessiva di calcio nel sangue può causare vomito e problemi renali. Questi problemi possono essere così gravi da condurre alla morte del neonato

Esordio infantile

  • L’esordio infantile dell’HPP è spesso meno grave della forma neonatale
  • I denti da latte di solito cadono prima del normale. Questo può rappresentare uno dei primi segni dell’HPP. I genitori di bambini con HPP non dovrebbero, quindi, sorprendersi se avviene la caduta dei denti
  • Le gambe possono apparire arcuate o “a X”, i polsi e le caviglie possono essere ingrossate e il cranio potrebbe avere una forma anomala

Esordio adulto

  • Compare tipicamente nella mezza età
  • Le fratture spesso si ripetono nei piedi e guariscono lentamente
  • Le ossa degli adulti possono divenire molli (una condizione chiamata osteomalacia)
  • Gli adulti con HPP a volte ricordano di aver avuto il rachitismo o di aver perso i denti da latte precocemente
  • Gli adulti possono anche perdere i denti permanenti prima del normale
  • Ci può essere un rischio maggiore di dolore e gonfiore articolare

Odonto-ipofosfatasia

  • Questa è la forma di HPP più lieve. Colpisce la normale stabilità dei denti e può causare la loro caduta
  • Le ossa non sono interessate da questa condizione
  • Questa condizione non include problemi come il rachitismo o fratture ossee

 

L’HPP può colpire organi e altre parti del corpo diverse dalle ossa e denti. Ciò avviene poiché  alcuni normali sostanze nel vostro sangue e corpo, quali calcio e fosfato, possono accumularsi e diventare dannose. Quando queste sostanze si accumulano possono causare sintomi che i medici non riconoscono come HPP, come vomito e problemi allo stomaco. Poiché questi sintomi non possono essere riconosciuti come HPP, può essere difficile per un medico diagnosticare l’HPP correttamente.

 

Aspetto scientifico dell’HPP

L’HPP è causata da un’anomalia di un gene. I geni funzionano come istruzioni per lo sviluppo del corpo. Essi sono tramandati (ereditati) dai vostri genitori e si trovano in ogni cellula del vostro corpo. Possedete tra 20.000 e 25.000 geni diversi. Uno dei compiti dei geni è la produzione di enzimi, i quali scompongono alcune sostanze chimiche nel corpo.

 

Perché l’HPP si verifica

Uno dei vostri geni produce un enzima chiamato fosfatasi alcalina (ALP) tessuto non-specifica. Questo enzima favorisce lo sviluppo di ossa e denti. Quando il gene che produce l’ALP è anomalo, a sua volta forma enzimi ALP anomali.

Questo enzima ALP anomalo non consente a ossa e denti di accumulare alcune sostanze chimiche e minerali, come calcio e fosforo, che fortificano le ossa. La produzione del normale enzima della fosfatasi alcalina è bassa (ipo), pertanto la malattia viene chiamata ipofosfatasia.

Maggiore è la quantità di enzima ALP anomalo nel corpo, meno attivi sono gli enzimi e tanto più gravi risultano essere i sintomi dell’HPP.

Nell’HPP l’enzima ALP anomalo può causare l’accumulo di altre sostanze nel corpo. Ciò può condurre ad altri problemi quali:

  • Convulsioni
  • Problemi renali
  • Debolezza muscolare
  • Doloroso gonfiore delle articolazioni

 

I geni dell’HPP sono trasmessi dai genitori ai figli

Ogni genitore trasmette una copia dei propri geni ai loro figli. Uno o entrambi i genitori possono trasmettere il gene anomalo che causa l’HPP.

Una persona può ereditare la malattia ricevendo un gene anomalo che causa l’HPP da un solo genitore. Quando una persona riceve due geni anomali (uno da ciascun genitore), la malattia può essere più grave. L’HPP si verifica raramente in una persona se nessuno dei genitori possiede il gene anomalo che causa l’HPP.

 

Diagnosticare l’ipofosfatasia

 

Ottenere una diagnosi di HPP può essere difficile
Ottenere una diagnosi d’ipofosfatasia (HPP) può essere un processo lungo e frustrante a causa della rarità della malattia. Anche se una persona con HPP o coloro che se ne prendono cura sanno che c’è qualcosa che non va, l’HPP può non essere diagnosticata. Inoltre, l’HPP può presentare una vasta gamma di sintomi che può rendere ai medici difficile riconoscerla. In realtà, i medici possono confondere l’HPP con altre malattie, ma una volta che un medico ritiene che una persona possa avere l’HPP, ci sono alcuni elementi specifici che possono aiutarlo a formulare la diagnosi. Potete aiutare il vostro medico condividendo con lui tutto ciò che scoprite sull’HPP.

 

Quando compaiono i sintomi dell’HPP

  • Nelle donne in stato di gravidanza, alcuni test sono in grado di rilevare l’HPP in utero.
  • Dopo la nascita, un genitore o un familiare possono rendersi conto che qualcosa non va. Ad esempio, possono notare che il bambino non sta prendendo peso a un ritmo normale.
  • Un adulto con HPP può avere fratture ossee che non riescono a guarire o presentare molte fratture ossee.
  • I medici possono confondere l’HPP con altre malattie.

 

 

Possibili diagnosi errate

 

Alcune malattie che sono più comuni dell’HPP possono avere sintomi simili

L’HPP è una malattia rara e questo è uno dei motivi che rende ai medici difficile diagnosticarla. Inoltre, alcune malattie che sono più comuni dell’HPP possono presentare sintomi simili o uguali a quelli dell’HPP. Alcune di queste malattie sono:

  • Osteogenesi imperfetta
  • Rachitismo nutrizionale
  • Artrosi
  • Osteoporosi

I sintomi di queste malattie che possono essere simili o gli stessi dell’HPP sono elencati qui sotto. (Questa lista non include tutti i sintomi che possono manifestarsi con queste malattie.)

  • Forma del cranio anomala
  • Mal di schiena
  • Fratture ossee
  • Speroni ossei (protuberanze intorno alle articolazioni)
  • Gambe arcuate
  • Protuberanze della gabbia toracica
  • Perdita di altezza nel tempo / bassa statura
  • Dolori articolari

Può essere utile portare queste liste con voi alla vostra prossima visita dal medico. Con queste informazioni potrete parlare con il medico riguardo eventuali altre diagnosi ricevute in passato. Si consiglia, inoltre, di discutere riguardo la possibilità o meno di considerare una diagnosi di HPP nel vostro caso.

 

Come i medici diagnosticano l’HPP

 

Segni che il medico cercherà

I medici potrebbero non sapere come diagnosticare l’HPP. Tuttavia, ci sono cambiamenti nel corpo che i medici dovranno osservare per cercare di formulare la diagnosi e stabilirne la gravità. Tali cambiamenti includono:

  • Bassi livelli nel sangue di una sostanza chimica chiamata fosfatasi alcalina (ALP)
  • Livelli di calcio nel sangue e nelle urine superiori alla norma
  • Cambiamenti ossei, inclusi incurvamento delle ossa delle braccia e delle gambe
  • Scarsa crescita, ingrossamento dei polsi e delle caviglie, lassità dei legamenti
  • Dolore osseo, fratture
  • Perdita prematura dei denti
  • Storia familiare dell’HPP
  • Le mutazioni (cambiamenti) nei vostri geni

 

Il medico può dare un’occhiata a un certo numero di questi fattori e effettuare diversi test per confermare la diagnosi di HPP.

Le organizzazioni impegnate nel fornire aiuto per affrontare le sfide dell’HPP sono:
Canadian Hypophosphatasia Contact (www.hypophosphatasia.homestead.com)
Un sito canadese che fornisce un elenco dei vari sintomi, nonché un sistema di supporto tramite mailing list mondiale

Hypophosphatasie Deutschland (www.hpp-ev.de)
Un sito di lingua tedesca che aiuta i pazienti affetti dall’HPP e i loro familiari a comprendere meglio la malattia

Hypophosphatasie Europe (www.wp.hypophosphatasie.com)
Un sito web che offre informazioni sull’HPP e include testimonianze, diritti dei pazienti e ricerche in Europa

Soft Bones: fondazione per l’ipofosfatasia negli U.S.A. (www.softbones.org)
Avviata negli Stati Uniti nel 2009, Soft Bones offre informazioni e una comunità che educa, rappresenta e mette in contatto i pazienti che vivono con l’HPP, così come le loro famiglie e gli operatori sanitari

Fondazione HPP-Choose Hope (www.hppchoosehope.org)
Una fondazione negli Stati Uniti la cui missione è quella di fornire informazioni ai pazienti, familiari, medici e al pubblico, oltre che raccogliere fondi per contribuire ad alleviare la sofferenza e migliorare la qualità di vita dei pazienti con HPP con l’obiettivo di trovare una cura.

Esistono anche altre comunità e bacheche online dedicate all’HPP che potrebbero interessarvi. Potete scoprire di più su di esse chiedendo ai membri delle associazioni sopra riportate e cercando su internet.

Fonte: http://www.hypophosphatasia.com/

 

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Displasia Fibrosa Ossea

Malattia che può colpire maschi e femmine caratterizzata da un’alterazione nella formazione di osso, nella quale il midollo è sostituito da tessuto fibroso.
La gravità di tale quadro è variabile. Può interessare un solo segmento scheletrico e passare inosservata per molti anni o interessare l’intero scheletro e dare le sue manifestazioni nei primi anni di vita. Sia che vi sia un interessamento delle ossa lunghe (arti superiori e/o inferiori) sia che vengano interessate le ossa piatte (coste e pelvi), si verifica un indebolimento scheletrico con dolore e frequenti fratture. L’interessamento delle ossa del massiccio faciale spesso portano ad espansione del tessuto spesso doloroso e che porta a alterazione della facies. La diagnosi si basa sull’aspetto radiologico e talvolta sull’esame istologico. La malattia si può accompagnare ad una alterazione del riassorbimento renale di fosfato che necessita del trattamento con fosforo e vitamina D.

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Sindrome di McCune-Albright (MAS)

Malattia caratterizzata da 3 segni tipici:

  • displasia fibrosa poliostotica (che interessa più segmenti scheletrici)
  • presenza di macchie color caffè-latte sulla cute
  • pubertà precoce

Questa definizione è stata successivamente modificata per la possibile presenza di altre malattie endocrine incluso l’ipertiroidismo, l’eccessiva produzione dell’ormone della crescita, la perdita renale di fosfati (associata o no a rachitismo/osteomalacia) e sindrome di Cushing. Le macchie colore caffè-latte insorgono nel periodo neonatale e spesso passano inosservate e soltanto la comparsa di pubertà precoce e /o la displasia ossea evidenzia la mallattia. Le mutazioni del gene GNAS non sono ereditate e sono responsabili di un mosaicismo somatico. Come conseguenza della mutazione si attiva la subunità Gsa che è importante per la funzione di molti sistemi e responsabile del variegato quadro clinico. Il trattamento dipende dai tessuti che sono interessati. I bisfosfonati sono usati per il trattamento della displasia fibrosa. Raramente la malattia si associa a tumori maligni. L’1% dei pazienti con displasia fibrosa vanno incontro a degenerazione maligna.

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Malattia di Gorham-Staut

Angiomatosi cistica diffusa dell’osso: è caratterizzata dalla formazione di angiomi cistici del tessuto osseo. Tale patologia è chiamata anche malattia dell’osso fantasma per la notevole aggressività di tali angiomi nel distruggere il tessuto osseo circostante. Le lesioni interessano le ossa lunghe, il bacino il massiccio faciale e il cranio. In tali sedi compaiono aree osteolitiche con una rima sclerotica. Non esiste ad oggi una terapia specifica della malattia. Alcuni casi descritti letteratura e nella nostra esperienza sono stati trattati con bisfosfonati per via e.v.

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Calcificazioni extrascheletriche – Calcinosi Tumorale

La Calcinosi Tumorale (CT) è un raro e grave disordine congenito ereditato con modalità autosomica recessiva, caratterizzato da depositi di calcio a livello della cute, dei muscoli, tendini e legamenti che circondano le articolazioni, soprattutto quelle di bacino, spalle, piedi e polsi nei primi 20 anni di vita. Queste calcificazioni, ricorrenti e dolorose, superano talvolta il chilo di peso, danneggiano le articolazioni limitando i movimenti, possono ulcerare la pelle creando fistole che tendono a infettarsi, e richiedono frequenti interventi chirurgici. La CT si distingue per un particolare quadro metabolico: concentrazione di calcio nel sangue normale, aumenta di fosfato che precipita con il calcio vicino alle grandi articolazioni. I livelli di vitamina D sono nella norma ma inadeguati per i livelli di fosfato. Nei pazienti con CT sono state riscontrate mutazioni di vario tipo e gravità in tre diversi geni deputati al controllo dei livelli circolanti di fosfato e vitamina D. Una di queste mutazioni riguarda il gene FGF23 (Fibroblast Growth Factor 23). Questo gene dà origine a un ormone che fa parte di un gruppo di molecole chiamate Fosfatonine e che controlla il metabolismo del fosfato e della vitamina D. I soggetti con basse concentrazioni nel sangue di FGF23 intatto hanno infatti elevate concentrazioni di fosfato nel sangue e bassi livelli nelle urine. Il secondo gene mutato è GALNT3, il cui prodotto è la Glicosiltrasferasi, un enzima che previene la degradazione di FGF23. Le mutazioni di GALNT3 determinano anch’esse bassi livelli di FGF23 intatto. Il terzo gene è Klotho, che ha il compito di facilitare il legame di FGF23 con il suo recettore, e di favorirne la sua funzione. Ad oggi, la terapia è chirurgica con asportazioni delle masse calcifiche che spesso recidivano.La diagnosi genetica della CT apre la possibilità di costruire le basi di future terapie mirate. Altre forme di calcificazioni scheletriche sono conseguenza di malattei reumatiche quali il LES, la Sclerodermia e la Dermatomiosite.

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Fibrodisplasia Ossificante Progressica

La Fibrodisplasia Ossificante Progressica (FOP) è’ stata descritta per la prima volta nel 1962. E’ una malattia del connettivo caratterizzata da ricorrenti episodi di dolore e tumefazione dei tessuti molli e malformazione delle dita dei piedi. Le malformazioni dei piedi sono evidenti alla nascita . La FOP è generalmente diagnosticata alla comparsa di tumefazioni generalmente al collo e lungo la colonna veretebrale. L’esame bioptico evidenzia la presenza di infiltrato linfocitario e tessuto osseo con ossificazione encondrale. Probabilmente, mutazioni del gene che codifica per una BMP (bone morphogenetic protein) sono responsabili della malattia. Infezioni polmonari ricorrenti e restrizione delle vie aeree sono complicanze che possono insorgere in tali pazienti. Non esiste un trattamento specifico. La rimozione chirurgica delle ossificazioni è spesso accompagnata da recidive. In alcuni casi l’uso di corticosteroidi e di etidronato ha migliorato il quadro clinico.

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Eteroplasia Ossea Progressiva (POH)

Come la FOP fa parte delle ossificazioni extrascheletriche a trasmissione autosomica dominante. Tuttavia a differenza della FOP il processo di ossificazione inizia dal derma e progressivamente si approfondì. Inoltre, il processo di ossificazione è di tipo intramembranoso e non en condrale.

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Rachitismo Vitamina D Resistente

Gruppo di rachitismi resistenti al trattamento con Vitamina D che normalmente è usata per le forme da carenza di tale ormone. I segni clinici e radiologici compaiono nei primi mesi di vita ( entro i 2 anni di età) e sono conseguenti al difetto di mineralizzazione e della crescita delle cartilagini. Fanno parte di tali forme di rachitismo:

  • Rachitismi Ipofosfatemici: sono un gruppo di malattie caratterizzate da demineralizzazione ossea (rachitismo nel bambino e osteomalacia nell’adulto) con bassi livelli nel sangue di fosforo (ipofosforemia) e aumentata eliminazione di fosfato con le urine (iperfosfaturia). I livelli di vitamina D sono normali e anche quelli del paratormone. Tali forme di rachitismo sono conseguenti a mutazioni di geni coinvolti nella regolazione del fosfato. In particolar modo la forma legata al cromosoma X è conseguenza di mutazioni del gene PHEX. La forma autosomica dominante è invece legata a mutazioni attivanti del gene FGF23. Un’altra forma è conseguente a mutazioni del gene ClCN5.
  • Rachitismo da deficit di idrossilazione della vitamina D (pseudo rachitismo di tipo I): descritto per la prima volta nel 1961. E’ caratterizzato da bassi livelli di calcio plasmatico (ipocalcemia) che determina alterazioni scheletriche e segni neuromuscolari. E’ una malattia ereditata con carattere autosomico recessivo conseguente ad una anomalia del gene CYP1a che codifica per un enzima che serve per attivare la vitamina D (1-a-idrossilasi). In questi bambini i livelli di 25-idrossivitamina D (precursore della forma attiva) sono normali e i livelli di 1-25 diidrossi vitamina D o calcitriolo (la forma attiva) sono bassi. Il paratormone è elevato e il calcio nel sangue basso. Il trattamento con calcitriolo determina una remissione della malattia e previene le deformità.
  • Rachitismo da resistenza alla forma attiva della vitamina D per alterazione del suo recettore (pseudo rachitismo tipo II): questa forma è conseguenza di una alterazione del gene che codifica per il recettore della vitamina D (VDR). Ha una trasmissione a carattere autosomico recessivo e i segni clinici sono molto eterogenei. La malattia si associa ad alopecia la cui entità correla con la gravità di malattia. E’ più grave delle precedenti e occorrono alte dosi di calcitriolo per migliorare il quadro clinico. In questi bambini i livelli di 1-25 diidrossivitamina D sono molto alti in circolo mentre il suo precursore 25 idrossivitamina D è basso. Il trattamento consiste nella somministrazione di dosi elevate di calcitriolo (6 microgrammi/Kg/die) e Calcio (fino a 3 grammi giornalieri). Durante il trattamento bisogna tenere sotto controllo il rene per il rischio della formazione di depositi di calcio (nefrocalcinosi).

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Osteosclerosi

Osteopetrosi

L’Osteopetrosi o morbo di Albers-Schonberg, detta anche malattia delle “ossa di marmo”, è una malattia genetica rara che nella sua forma più grave (l’osteopetrosi maligna) si manifesta già alla nascita con conseguenze che risultano, purtroppo, fatali nei primi anni di vita. La malattia è conseguente allo scarso funzionamento degli osteoclasti (cellule che distruggono l’osso) per cui l’osso diventa denso e di conseguenza, durante la crescita le cavità del midollo osseo e del sistema nervoso non si ampliano come dovrebbero. Tutto ciò provoca , alterazioni del midollo con riduzione dei globuli rossi (anemia), dei globuli bianchi (leucopenia), e delle piastrine (piastrinopenia), gravi danni neurologici, specialmente per quel che riguarda alcuni nervi cranici, come quello ottico e quello acustico, insorgenza di infezioni (osteomieliti) e fragilità scheletrica con fratture spontanee. L’unica terapia nelle forma maligna infantile è il trapianto di midollo osseo. Non ci trattamenti specifici nelle altre forme.

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Sindrome di Camurati-Engelmann

La Malattia di Camurati Engelmann (CED) e’ una malattia rara a trasmissione genetica autosomica dominante caratterizzata da iperostosi (un’eccessiva proliferazione della matrice ossea, cioè il tessuto extracellulare) e sclerosi (indurimento tissutale) delle ossa lunghe e del cranio.Quarantacinque famiglie affette da CED sono state descritte in tutto il mondo. Tutte le razze e entrambi i sessi sono colpiti. L’inizio avviene di solito durante l’infanzia, ma a volte può iniziare in ritardo. E ‘causata nel 90% degli individui da mutazioni che attivano un fattore di crescita trasformante beta-1 (TGFß1), situato sul cromosoma 19. Questa mutazione stimola la formazione ossea, sopprimere il riassorbimento osseo e inibisce lo sviluppo muscolare e del tessuto adiposo (grasso). Nonostante ci sia la stessa mutazione la clinica può essere diversa. Sono state studiate 24 famiglie con CED, e questi pazienti hanno riferito dolore alle estremità delle ossa, questo rappresentava il sintomo più comune. Spesso presentavano: andatura ondeggiante (48%), facile affaticabilità (44%) e debolezza muscolare con massa muscolare ridotta (39%). Agli esami radiologici, nel 94% c’era un coinvolgimento delle ossa lunghe, del cranio nel 54% e del bacino nel 63%. Non esiste un trattamento specifico per CED. In letteratura sono descritti il trattamento con glucocorticoidi e bisfosfonati, associati a FANS per curare il dolore. Un’ alternativa a questa terapia è la chirurgia.

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Picnodisostosi

L’eredità è autosomica recessiva. La picnodisostosi è causata dalle mutazioni nel gene che codifica per la catepsina K (localizzata a 1q21), un’enzima lisosomiale secreto dagli osteoclasti, che interviene nella divisione delle proteine della matrice ossea (collagene tipo I, osteonectina od osteopontina. E’ caratterizzata da bassa statura e cranio allargato. La fontanella anteriore e altre suture craniche sono generalmente aperte. Dal punto di vista radiologico il tessuto osseo appare più denso in particolar modo a livello delle ossa lunghe è evidente una riduzione del canale midollare. Altre alterazioni scheletriche sono presenti.

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Osteopatia Striata

E’ con sclerosi cranica (OSSC) caratterizzata da strie longitudinali di osteosclerosi nelle ossa lunghe e osteosclerosi dello scheletro cranio-facciale, con ispessimento della base cranica. La fragilità ossea causa fratture multiple delle ossa lunghe e delle costole, di solito a seguito di piccoli incidenti, anche in assenza di un trauma evidente. I pazienti presentano dolore cronico agli arti inferiori, in assenza di fratture e grave cefalea.. La diagnosi si basa sull’esame radiologico, che rileva la presenza di sclerosi cranica, strie longitudinali nelle metafasi delle ossa lunghe, che appaiono allargate, e sclerosi delle costole. Inoltre, sono state osservate anche strie a ventaglio nell’ileo. I parametri ematici sono normali.

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Meloreostosi

La meloreostosi è causata da un errore dello sviluppo e fino a poco tempo fa la causa era sconosciuta, ma oggi è stato accertato che la meloreostosi è dovuta a una mutazione con perdita di funzione nel gene LEMD3 (detto anche come MAN1), che codifica per una proteina della membrana nucleare interna. A livello radiologico, la meloreostosi è caratterizzata da una iperostosi corticale con un ispessimento che ricorda le colate di cera delle candele. Raramente si può riscontrare una calcificazione dei tessuti molli o persino una loro ossificazione. In alcuni casi rari e complicati, può essere necessaria una correzione chirurgica.

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Sindrome Iperparatiroidismo-tumore della mascella

La Sindrome Iperparatiroidismo-tumore della mascella è causata da mutazione genetica del gene HRPT2 localizzato sul cromosoma 1. Questo gene è stato è stato associato al tumore maligno paratiroideo sporadico. Normalmente HRPT2 produce una proteina che impedisce la proliferazione tumorale, se questa non funzione si può determinare un tumore. Nel 15-20% di iperparatiroidismo primitivo (aumentati livelli di paratormone, ormone prodotto dalle ghiandole paratiroidee) ci può essere un tumore maligno della paratiroide. La diagnosi di carcinoma paratiroideo è spesso difficile, sia da un punto di clinico che istopatologico. Tale patologia si associa nel 15% dei casi a tumori renali (Tumore di Wilms), cisti renali , amartomi e Nel 75% di donne affette sono presenti lesioni uterine (miomi o carcinomi).

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Osteogenesis Imperfecta

La definizione più usata attualmente è di un disordine ereditario del tessuto connettivo, caratterizzato da fragilità dello scheletro, che va incontro a fratture in seguito a traumi lievi o senza causa apparente. Le forme gravi di OI possono subire centinaia di fratture nell’arco della vita e numerose complicanze. Oltre alla fragilità ossea l’OI può essere accompagnata da disturbi respiratori, disordini cardiaci, sclere blue, ritardo della crescita, perdita dell’udito, problemi dentali, vascolari, cutanei e muscolo-tendinei. Nella maggior parte dei casi, l’OI è causata da una mutazione autosomica dominante di COL1A1 o COL1A2, i geni localizzati nei cromosomi 7 e 17 codificanti per le catene α del collagene di tipo 1, che è pertanto ridotto in quantità o in qualità. In meno del 10% dei casi l’OI è attribuibile a una mutazione recessiva di altri geni coinvolti nel via di sintesi e assemblaggio delle fibre collagene (LEPRE1, codificante la prolil 3-idrossilasi, e CRTAP, codificante una proteina associata alla cartilagine). Esistono forme di OI la cui causa genetica è tuttora sconosciuta. Per approfondire l’argomento è possibile visitare la sezione Osteogenesis Imperfecta.

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Acondroplasia

L’Acondroplasia è un disordine caratterizzato da bassa statura, brevità degli arti , facies tipica con bozze frontali e ipoplasia del volto. E ‘presente inoltre una spiccata lordosi, riduzione della estensione del gomito, ginocchio varo. E’ una malattia usualmente riconosciuta alla nascita dato il suo tipico fenotipo clinico e radiologico. Gli arti inferiori presentano irregolarità specialmente al ginocchio. I corpi vertebrali sono normali per altezza. La pelvi si presenta piccola con ali iliache squadrate e acetabolo orizzontale. Il cranio è largo con il forame occipitale di diametro ridotto.I bambini affetti da tale malattia possono sviluppare complicanze che interessano numerosi organi e che per lo più sono conseguenti al difetto di crescita lineare. Per tale motivo, un’assistenza precoce è di fondamentale importanza nella prevenzione e nel trattamento della malattia. Lo slargamento del cranio è accompagnato raramente da idrocefalo. Le complicanze più severe sono quelle riguardanti la compressione midollare che può manifestarsi con apnea centrale e che talvolta richiede l’intervento chirurgico. La comparsa di apnea, respiro rumoroso e disturbi del sonno possono essere la conseguenza di un’ipoplasia faringea in seguito alla quale si sviluppa un’ipertrofia adenoidea e tonsillare. Altra complicanza conseguente alla compressione del nervo ipoglosso è rappresentata dall’ostruzione delle vie aeree superiori. Le alterazioni faciali possono infine favorire la comparsa di otiti croniche con riduzione dell’udito e conseguente compromissione della parola. Alterazioni della fibula e della tibia sono presenti in questi bambini. In età adulta la complicanza più importante (colpisce circa l’80% di pazienti dopo i 60 anni e circa il 10% degli adolescenti) è rappresentata dai segni neurologici agli arti inferiori con difficoltà a camminare. L’obesità è comune e l’esatto meccanismo non è noto. Le donne con acondroplasia hanno un normale ciclo mestruale e sono fertili. La malattia è ereditata con carattere autosomico dominante ed è conseguente a mutazioni che interessano il gene FGFR3 localizzato nel braccio corto del cromosoma 4. La funzione di FGFR3 è stata studiata nel topo che esprime in eccesso questa molecola e che induce un quadro sovrapponibile all’acondroplasia dell’uomo. Questi studi hanno permesso di capire che FGFR3 è un regolatore negativo importante per la crescita ossea encondrale. Numerose molecole che riducono l’attività di FGFR3, anticorpi anti FGFR3, l’uso di RNAi per ridurre la produzione di FGFR3, l’uso di Hsp90 per indurre la degradazione di FGFR3 attivato potrebbero essere terapie future per questa malattia.

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